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Artista canicattinese Vincenzo Curto

Vincenzo Curto è nato in Sicilia, a Canicattì, nell'agosto del 1945, discendente da una grande e numerosa famiglia della buona borghesia.
In questo ambiente istruito e benestante, l'animo sensibile di Curto riceve un'educazione tesa ad ama re e rispettare le cose belle e raffinate. La sua inclinazione all'arte si manifesta assai precocemente: i suoi primi disegni della campagna siciliana, calda e vibrante di colori, risalgono ai primissimi anni della scuola. Dell'infanzia conserva un ricordo dolcissimo e sereno, nonostante la fragile salute che lo tormenta: è legatissimo da profondi affetti alla madre e al padre, al fratello maggiore e alla sorella minore, alle zie e agli zii.
Il primo "distacco" (già sintomo della sua indole ribelle, inquieta, sempre tesa alla ricerca del vero) lo porta a trascorrere a Catania la sua adolescenza, non facile perché funestata da gravissimi lutti familiari. Studia presso l'Istituto d'Arte con ottimi risultati e infine, nel 1965, consegue il Diploma di Bozzettista Pubblicitario con il maestro Signorelli e partecipa alle prime esposizioni collettive.
Avventurosamente, nel 1966 abbandona la sua terra natia e amata trasferendosi a Milano, con dentro un vivo desiderio di incontri e contatti nuovi. Qui frequenta corsi di disegno all'Accademia di Brera e fa numerose conoscenze negli ambienti artistici e letterari, sotto la protezione dell'amico Max David. Mentre continua instancabile il suo lavoro, Curto forma il suo carattere generoso, sincero e positivo.
Dal 1968 il suo stile matura ulteriormente con l'importante esperienza degli Eremi dei Frati Camaldolesi, a Fonte Avellana e Monte Giove: parentesi sofferta e Dal 1970 è a Fano, attivissimo con le sue mostre in diverse gallerie (anche a Pesaro), che gli meritano successi ed unanimi consensi per la sua opera.
Dal 1975 al 1982 è ospite della benefica "Fondazione Garzanti" a Forlì, per motivi di collaborazione culturale, riscuotendo notevoli riconoscimenti per la sua onestà professionale e la sua ricerca artistica.
Continua ad esporre, e nel dicembre 1977 si sposa con una giovane di Catania: la gentile, amabile Graziella, "Musa" dei suoi più recenti anni creativi.
Si trasferisce a Bologna nel 1983, ove tuttora risiede e lavora.
Ma frequenti ed entusiasmanti sono i suoi viaggi all'estero, specie in Francia e in America, che arricchiscono e rinnovano la sua espressività.
Al dicembre 1989 risale la sua più grande mostra personale: un'antologica che ha raccolto i frutti di trent'anni di lavoro, realizzata con il mecenate contributo della Banca Popolare Siciliana proprio nella sua città: a Canicattì. Curto è pittore, scultore, mosaicista, ceramista ... non pone limiti alle sue mani, interpreti del suo pensiero. Ed è proprio la libertà la cifra riconoscitiva delle sue creazioni, tutte concepite con profonda spiritualità, sia nella gioia che nel dolore.
Tutte le persone amiche che lo hanno conosciuto e amato, e sono tante, possono testimoniare del dono più bello che Curto ha regalato al mondo con le sue opere e la sua persona: un'istintiva, fortissima necessità di dare amore, gioia, felicità attraverso il messaggio universale di pace e generosità portato dalla sua carica, luminosa pittura. intensa del suo cammino spirituale.
11 lungo itinerario artistico di Curto passa attraverso innumerevoli esperienze stilistiche, la fertilità creativa, l'impegno umano e storico, la versatilità della sua produzione e insieme il suo spirito gentile, talora istrionesco. Ci si chiede dove finisce il gioco, la mimica della sua allegria, l'estro crepitante della sua forza; dove finisce insomma l'uomo del giorno e incomincia il Curto alle prese con i problemi più brucianti della nostra condizione moderna.
Senza dubbio infatti, Curto, nello svolgimento della sua opera, si manifesta come un artista multi forme e contraddittorio: complesso appunto. La sua personalità trascina con sé troppe cose decisive; è intricata in troppe circostanze in cui pure ognuno di noi è intricato. Ma qui, appunto, sta la forza dell'artista. In questo senso egli è davvero un autentico "protagonista" del nostro tempo: proprio perché non si può comprimere la sua personalità nell'ambito della pura esperienza artistica, proprio perché tutta la sua lunga e folta attività si complica difatti e di scelte, di cronaca e di storia.
Basta pensare per un momento al suo itinerario creativo perché una fitta serie d'immagini contrastanti, di stili diversi, di modi inconciliabili ci compaiano davanti. In Curto vivono sentimenti di fondo, impulsi elementari, vivono in maniera intensa ed esclusiva. La sensibilità di Curto, quasi inconsciamente si allarga su ogni cosa, la sua intelligenza sceglie istintivamente, la memoria registra.
Le impressioni visive delle emozioni fugaci, dei contatti avuti, riemergono nel suo ricordo e, come tutto ciò che colpisce Curto, diventano pittura, espressione nuova,invenzione figurativa.

S. Malerba

Da: Canicattì cultura

Alcune opere di Vincenzo Curto

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